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Approfondimento: Scubla – vini bianchi e vini dolci autoctoni nel cuore dei Colli Orientali.

Come spesso abbiamo suggerito, la zona della DOC Colli Orientali del Friuli è particolarmente vocata per la produzione di vini rossi. Al recente evento “Wine Festival – Villa Nachini Cabassi” a Corno di Rosazzo abbiamo avuto modo di provare numerosi prodotti che, successivamente, abbiamo deciso di provare in separata sede per degustarli ed approfondirli con maggiore attenzione.

Si è deciso di iniziare questo nostro percorso da Scubla, un'azienda che ci ha offerto un interessante spunto per quanto riguarda i vitigni a bacca bianca. Fondata a inizio anni Novanta da Roberto Scubla, l'azienda ha sede a Ipplis di Premariacco, in provincia di Udine.

La proposta di vini di Scubla è molto ampia e spazia dai vitigni a bacca rossa a quelli a bacca bianca, alcuni dei quali utilizzati per produrre vini dolci. Avendo deciso di approfondire la proposta di vini bianchi, possiamo indicare come Scubla offra una scelta che comprende il sauvignon, il friulano, la malvasia, il pinot bianco ed il riesling. A questi si aggiungono l'uvaggio Pomedes e la linea dei vini dolci, dove possiamo trovare il verduzzo friulano Cràtis ed il riesling Passito al Vento.

Per questo approfondimento abbiamo deciso di soffermarci sui vitigni a bacca bianca autoctoni, ovvero il Friulano 2014, la Malvasia Speziale 2014 ed il Verduzzo Friulano Cràtis in annata 2012 e 2005.


Scubla – Friulano 2014

Indicazione di prezzo: attorno ai 15€

Naso: note di mandorla amara si alternano a note speziate, risultando a tratti pungenti ma davvero intriganti. Naso decisamente tipico, in netto contrasto con le sensazioni che emergono successivamente al palato.

Bocca: particolarmente morbida rispetto ai canoni del vitigno, rotondo senza essere avvolgente, struttura non ancora ben definita tipica di un prodotto in fase di crescita. Il corpo non si presenta con sensazioni tipiche, emerge un ricordo vago di succo di mela, che però non risulta fastidioso e non risulta neppure un limite alla beva, di certo non complicata. Intrigante tuttavia il finale, con note amaricanti lievi e una spiccata mineralità che ben si mescola a dei sentori aciduli inaspettati, probabilmente figli di un'annata che si è rivelata particolarmente difficoltosa. Prodotto che risulta quindi piuttosto delicato, a tratti elegante, facile da abbinare e privo di una struttura invadente.


Scubla - Malvasia Speziale 2014

Indicazione di prezzo: attorno ai 15€

Naso: non particolarmente espressiva, emergono sentori floreali che ricordano il biancospino.

Bocca: snello, dotato di una morbidezza piuttosto elevata che permette di paragonarlo al friulano per questo aspetto, sebbene emergano note floreali che rendono il prodotto molto piacevole. Corpo agile e privo di difetti, presenta una mineralità rilevante ma ben controllata che permette al prodotto di giungere ad un finale con ricordi amaricanti tipici del vitigno. Malvasia che non paga l'annata sfavorevole in maniera evidente, poiché l'acidità non risulta affatto incisiva o fastidiosa. Notevole la possibilità di abbinamento, laddove un antipasto di pesce cotto o crudo si sposa alla perfezione con questo prodotto. Grazie a queste peculiarità, questa malvasia si afferma come un emblema di tipicità.


Scubla - Verduzzo Friulano Cràtis 2012

Indicazione di prezzo: attorno ai 30€

Naso: note dolci piuttosto caratteristiche emergono sin da principio in maniera fine ed elegante. Paradossalmente, pur essendo un vino dolce, mantiene particolari note rustiche e selvatiche, con ricordi di castagne e sottobosco, che si fondono amabilmente a ricordi di frutta candita.

Bocca: le uve subiscono un processo di selezione dei grappoli molto approfondito. Inoltre, durante la vinificazione, avviene un processo di interruzione della fermentazione per conservare gli zuccheri naturali presenti nelle uve. Il vino subisce infine un passaggio in barrique. Solitamente tendiamo ad evitare di soffermarci su note particolarmente tecniche, tuttavia esse risultano oltremodo doverose nel caso del Cràtis. Le particolari scelte operate durante la vinificazione rendono questo vino dolce un esempio di grande classe, nettamente più complesso e affascinante rispetto ad altri suoi pari. Infatti, in entrata, emergono note mielate che risultano oltremodo equilibrate e raffinate. Il corpo risulta mediamente strutturato, senza perdere in facilità di beva. Il finale risulta zuccherino al punto giusto, senza però risultare eccessivo o opulento. Un vino dolce all'insegna dell'equilibrio.


Scubla - Verduzzo Friulano Cràtis 2005

Indicazione di prezzo: difficilmente reperibile, riteniamo fosse un assaggio offerto dal produttore.

Naso: nonostante l'invecchiamento, mantiene una particolare eleganza pur risultando notevolmente più incisivo. Ci si discosta dalle note maggiormente selvatiche percepite nella versione 2012, che lasciano il posto a ricordi di pasticceria, miele ed un forte sentore di caramello.

Bocca: tralasciando il discorso sulla tecnica di produzione, che rimane inalterata, non possiamo non sottolineare un aumento di complessità piuttosto ovvio. Il prodotto risulta, se possibile, ancora più maturo, più ampio ed avvolgente rispetto ad una base di partenza comunque notevole, senza rinunciare mai alla facilità di beva. Ricordi mielati riempiono la bocca fino alle guance, dove lasciano ricordi davvero gradevoli. Il finale è degno di ciò che lo precede, regala una nota di caramello particolarmente avvincente e risulta a tratti speziato, quasi tannico, con un leggero ricordo di pizzicore lasciato sulla lingua. In conclusione, annotiamo una persistenza davvero ampia ed estesa.


Considerazioni finali: l'azienda ha mantenuto uno standard qualitativo degno di nota. I prodotti di Scubla non ci hanno affatto deluso, anzi, si sono rivelati decisamente gradevoli. Il friulano necessita di più tempo per potersi esprimere appieno, tuttavia le premesse per un calice di buon livello ci sono tutte. Discorso diverso per la malvasia, che risulta piuttosto tipica e matura fin da subito, facendosi notare per una beva davvero semplice. Come abbiamo sottolineato, i vini dolci appaiono come il punto esclamativo tra i vitigni autoctoni a bacca bianca che abbiamo provato. Il verduzzo friulano Cràtis risulta davvero notevole in ogni suo aspetto. In generale, i vini bianchi di Scubla che abbiamo provato risultano essere immediati, semplici da comprendere in giovane annata e soddisfacenti in ogni ambito della quotidianità. Provati in ambito di aperitivo, risultano decisamente freschi e ben abbinabili. Discorso leggermente diverso per i vini dolci, la cui collocazione ideale a nostro avviso è l'ambito di chiusura di un pasto. In tale circostanza, un prodotto come il Cràtis risulta davvero convincente, un'esperienza che stuzzica l'ambito delle emozioni ed è in grado di risultare decisamente sorprendente. Se ci si aspetta da un vino dolce un prodotto scontato, superficiale e monocorde ecco che il verduzzo Cràtis di Scubla emerge come il prodotto in grado di smentire ogni scettico.

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