Indicazione di prezzo: attorno ai attorno ai 35€; sottolineiamo comunque la difficile reperibilità di questa particolare annata.
Tra le eccellenze regionali spicca sicuramente l'azienda agricola di Franco Toros, un simbolo del Collio vitivinicolo, rinomata negli anni anche grazie a dei Tocai Friulano di ottimo livello che hanno ottenuto riconoscimenti su più fronti e in numerose annate differenti. L'azienda si è sviluppata attorno al nucleo familiare, mandando avanti una tradizione che ha posto le proprie radici da molti anni nel cuore del Collio, nei pressi di Novali. Qui, la magica combinazione della ponca e del microclima che si forma tra le Prealpi Giulie ed il Mare Adriatico da vita ad un paesaggio meraviglioso dove la viticoltura è l'attività principe da generazioni. Di questa interessante azienda abbiamo avuto la fortuna di provare, a dicembre 2015, una delle specialità della casa: il Pinot Bianco 2006.
Naso: emergono sensazioni di frutta estiva ed esotica come ananas e mango, in un naso che riesce a risultare decisamente maturo ed espressivo, mantenendo al contempo una grande finezza ed eleganza. Osserviamo inoltre come, alle sensazioni tipiche di un pinot bianco elegante e raffinato, si uniscano sensazioni dovute all'invecchiamento.
Bocca: decisamente continuo rispetto al naso. Alle note classiche di un pinot bianco del Collio si uniscono magicamente le sensazioni tipiche dell'invecchiamento, che rendono questo vino piacevolmente morbido, ma allo stesso tempo ricco di personalità e di carattere. Questo vino di Franco Toros risulta davvero eccellente, con una ammiccante striatura minerale, elegantissima e raffinata, ammaliante e levigata dagli anni di affinamento in bottiglia. E' un prodotto capace di stupire, stuzzicando il palato per la contemporanea commistione di morbidezza e mineralità, e per la presenza di un finale con un ricordo vagamente amarognolo, abbastanza tipico del vitigno, comunque ancora vivo dopo molti anni. La beva risulta estremamente semplice, poiché gli anni di invecchiamento non hanno affatto appesantito questo vino facendolo diventare, se possibile, ancora più complesso e raffinato. La persistenza è probabilmente il punto di forza più spiccante di questo vino: risulta infatti davvero lunga, piacevolmente intensa, ricca e morbida, capace di riempire a sufficienza le guance risultando rotonda e gustosa.
Considerazioni finali: consumato a dicembre 2015 questo prodotto, già di per sé eccellente, ha avuto il tempo di evolvere ulteriormente affinando alcune peculiarità e risultando davvero completo. Si tratta di un vino capace di regalare emozioni sia se bevuto da solo che se collocato in un contesto di tutto pasto. Siamo stati decisamente fortunati nel poterlo reperire e, abbinato alla giusta compagnia e a dei piatti di assoluto valore, lo abbiamo potuto apprezzare al meglio. Abbiamo inoltre potuto constatare come questo pinot bianco sia stato capace di risultare perfettamente complementare a degli ottimi piatti della tradizione friulana, così come alle prelibatezze di stagione. Ci permettiamo perciò di suggerire, tra i vari possibili, un abbinamento figlio dell'esperienza maturata al momento dell'assaggio, ovvero un piatto di tagliolini al tartufo.
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