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Confronto: cinque uvaggi bianchi degustati alla cieca

I vini bianchi sono, molto probabilmente, i massimi protagonisti nel panorama vitivinicolo regionale, sia per la notorietà che per il numero di varietà coltivate e vinificate. Ereditiamo dal passato una forte componente culturale, una di queste è senza dubbio la tradizione di unire più vitigni a formare un blend. L'uvaggio può diventare perciò una cosa molto personale a seconda del produttore e delle sue scelte. Per approfondire questo mondo abbiamo scelto di organizzare una degustazione alla cieca di cinque uvaggi regionali. Abbiamo deciso di provare, in ordine di apparizione: Picech - Collio Bianco Jelka; Drius - Vignis di Siris; Tercic - Vino degli Orti; Zuani - Collio Bianco Vigne; Paraschos - Ponka.


Picech – Collio Bianco Jelka 2013
Indicazione di prezzo: attorno ai 18€

L'azienda di Roberto Picech si trova nei pressi di Cormons, in località Pradis, immersa nel Collio Goriziano. Le peculiarità di Picech sono una produzione piuttosto limitata con una forte impronta caratteriale, che emerge in tutti i vini prodotti ed uno stile originale, differente e mai banale, sia che si tratti di vini bianchi che di vini rossi. Roberto Picech esalta le caratteristiche così uniche della ponca di Pradis optando per una macerazione delle uve che conferisce ai suoi vini una personalità fuori dal comune. I prodotti più rinomati nella sua linea sono il pinot bianco, il friulano (sia nella versione base che nella versione speciale “Athena”) ed il Collio Bianco Jelka, uvaggio dei tre vitigni autoctoni ribolla gialla, friulano e malvasia. E' proprio il Collio Bianco Jelka che andiamo a provare in questa serata.

Naso: emergono sensazioni molto minerali, con lontani ricordi vegetali che bene si abbinano a note di frutta candita piuttosto intense, sintomo del processo di macerazione. E' un prodotto che si fa notare fin dalla componente olfattiva, ricca di personalità.

Bocca: entra morbido, fruttato, con un ricordo minerale che viene amplificato e cresce fino ad un finale carico, con un piccolo appunto sulla nota alcolica che emerge piuttosto vigorosa. Grassezza e struttura sono davvero notevoli, mentre pecca leggermente in persistenza dove emergono note più che altro minerali e saline.

Considerazioni finali: vino che si dimostra piuttosto valido ma troppo giovane in questo momento, poiché in passato la nostra esperienza con un Collio Bianco Jelka di qualche anno più vecchio ha dimostrato in toto le grandissime potenzialità di invecchiamento di questo prodotto. Infatti, una Jelka lasciata riposare qualche anno in più si dimostra ancora più ampia, rotonda e matura. Rimane comunque un grande esempio di uvaggio bianco regionale, con quel qualcosa in più che viene dato dal fatto di essere estremamente territoriale. Dimostra la personalità del produttore e non può mai deludere, sebbene risulti essere più impegnativo di altri blend della zona.


Drius – Vignis di Siris 2012
Indicazione di prezzo: attorno ai 15€

Azienda storica del cormonese, con vigneti situati sia nella zona Collio che nella zona Isonzo. Si distingue per una produzione ampia e variegata ed uno stile molto territoriale, elegante e pulito. E' una cantina che regala buone emozioni, i vini non deludono e il rapporto qualità prezzo gioca sempre a favore di Drius. Vanno ricordati in particolare, nella linea, il Collio Friulano, il Friuli Isonzo Pinot Bianco e il Collio Sauvignon. L'azienda propone inoltre un blend di friulano, sauvignon e pinot bianco proveniente dalla zona Isonzo, ed è proprio questo Vignis di Siris che ci apprestiamo a recensire.

Naso: piuttosto elegante e fine, pur non risultando molto espressivo. Sentori di melone, frutta tropicale e mandorla.

Bocca: molto morbido ma non rinuncia a personalità e carattere. Rotondo, sapido, risulta anche piuttosto grasso senza limitare la facilità di beva. L'uscita risulta amarognola e vegetale, esaltando particolarmente il friulano ed il sauvignon di cui è composto, mentre il pinot bianco esalta pulizia e raffinatezza su tutti i fronti. Lascia un bellissimo ricordo di sé anche in persistenza.

Considerazioni finali: uvaggio territoriale che ha raggiunto davvero un grande livello. Sorprende la mineralità del prodotto, che è comparabile a quelli della zona Collio. La facilità di beva è davvero notevole, il vino è fatto talmente bene da regalare grandi emozioni in qualsiasi occasione, risultando un prodotto che è impossibile non apprezzare.


Tercic – Vino degli Orti 2012
Indicazione di prezzo: attorno ai 15€

Azienda di San Floriano del Collio, zona che finora non abbiamo approfondito ma che è sicuramente degna di menzione nel panorama vitivinicolo regionale. I terreni sono quelli del Collio Goriziano, dove anche l'azienda Tercic possiede le proprie estensioni. La produzione non è molto estesa e offre una interessante linea di vini bianchi, su cui spicca questo uvaggio “Vino degli Orti” composto in eque parti da friulano e malvasia, entrambi vitigni autoctoni.

Naso: non troppo espressivo, quasi chiuso, emergono tuttavia note agrumate con lievi sentori di scorza di limone.

Bocca: squilibrato poiché due componenti si distinguono senza armonia. Emergono infatti note morbide e altre invece piuttosto “rustiche”, con rimandi a sensazioni vegetali. Vino un po' a metà, discreto, non semplice ma nemmeno particolarmente complesso. La persistenza risulta gradevolmente cremosa.

Considerazioni finali: prodotto che si distingue per originalità nella scelta del blend, poiché utilizza soltanto due dei tre vitigni autoctoni. Nonostante questa scelta audace, il prodotto non spicca più di tanto in personalità, pur risultando comunque discreto e per nulla sgradevole.


Zuani – Collio Bianco Vigne 2012
Indicazione di prezzo: attorno ai 16€

Azienda situata sul Collio in località Giasbana, frazione di San Floriano del Collio. Notevole e particolare la decisione di produrre un unico prodotto, il Collio Bianco, in due versioni, una base ed una riserva, chiamata “Zuani”. Noi ci accingiamo a recensire la versione base, composta da uve friulano, chardonnay, sauvignon e pinot grigio in uguali percentuali.

Naso: minerale, emerge anche lo chardonnay con ricordi di frutta esotica e di frutta a pasta gialla.

Bocca: morbido e suadente, nonostante una grande mineralità. Note saline si alternano a ricordi di frutta, mentre presenta un finale maggiormente vegetale con una punta amaricante piuttosto decisa. La preponderanza dello chardonnay emerge anche in bocca, laddove la grassezza tipica del vitigno si fa notare avvolgendo piacevolmente le guance e lasciando una persistenza piuttosto dolce e fruttata. Beva piuttosto facile.

Considerazioni finali: non c'è molto da aggiungere su questo prodotto, che risulta lineare, puntuale, ben fatto e davvero piacevole. Non spicca per una scelta molto vocata alla territorialità, poiché comprende tre vitigni internazionali al suo interno, ma ciò non toglie che il prodotto sia completamente privo di difetti e facilmente collocabile a tavola.


Paraschos – Ponka 2010
Indicazione di prezzo: attorno ai 18€

L'azienda Paraschos è situata in località Bucuie, frazione di San Floriano del Collio. Fondata da Evangelos Paraschos, vignaiolo di origine greca, è oggi famosa anche grazie alle macerazioni effettuate con le bucce in tini aperti, senza controllo delle temperature. Non avvengono chiarifiche e filtrazioni, né vengono aggiunti solfiti. Della ampia linea proposta dall'azienda, abbiamo provato l'uvaggio Ponka, composta da percentuali uguali di chardonnay, sauvignon e friulano, con aggiunte a seconda delle annate di picolit, verduzzo, pinot bianco e ribolla gialla. Il vino viene poi affinato per un lungo periodo sui lieviti e non viene filtrato.

Naso: ovvie note di macerazione che portano a sensazioni di albicocca matura e pesche sciroppate. Il naso è inoltre caratterizzato da note balsamiche e da sentori minerali con ricordi di roccia umida.

Bocca: corrispondente e armonico, grasso e rotondo, si percepisce una sensazione di uva passa. Risulta sapido e colpisce particolarmente la morbidezza, frutto probabilmente dell'inserimento di uve dolci nel blend. Notevole l'acidità, che equilibra bene i picchi di grassezza presenti nel prodotto. Vino estremamente avvolgente, molto ricco, lascia di sé un ricordo mieloso e cremoso, con una persistenza speziata che stuzzica il palato e riempie la bocca.

Considerazioni finali: incredibile sorpresa della serata, non filtrato estremamente piacevole ed agile in un modo quasi inaspettato e non consono alla tipologia. Stupisce come, nonostante la varietà di sensazioni che il prodotto può offrire, nessuna di esse risulta mai eccessiva o fuori posto. Rapporto qualità prezzo decisamente avvincente.

I prodotti che abbiamo provato e descritto sono solo una piccola parte di una moltitudine di uvaggi che si possono trovare nella nostra regione. Abbiamo deciso di non designare un reale vincitore, poiché tutti i prodotti si sono rivelati positivi e validi. Due vini sono risultati complessivamente più gradevoli, ovvero l'uvaggio Vignis di Siris ed il blend Ponka, tuttavia, appartenendo a due categorie totalmente diverse tra loro, sarebbe ingiusto penalizzare uno a favore dell'altro.

Commenti

  1. Ancora una magnifica degustazione e con piacere leggo che il mio compatriota ha fatto una bella figura.

    Salute
    Harry Papandreou

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Harry, ci fa davvero piacere sapere che hai apprezzato la nostra degustazione. Paraschos ha fatto davvero un'ottima figura, e siamo rimasti davvero sorpresi dalla qualità del Ponka e dalla sua facilità di beva. Torna a trovarci presto, e nel frattempo salute anche a te!

      Elimina

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