Il confronto di oggi vuole porre alla vostra attenzione due diverse versioni dell'uvaggio più famoso della nostra regione, il Collio Bianco. Come abbiamo potuto provare anche sulle pagine del blog, esistono diverse varianti a seconda dei vitigni utilizzati nel blend e alla tecnica di vinificazione che il produttore decide di implementare. Tradizione vuole che il Collio Bianco venga fatto con i tre vitigni autoctoni e veramente rappresentativi del territorio, ovvero il friulano, la malvasia e la ribolla gialla. Seguendo questa visione, uno dei produttori più rinomati del Collio, Edi Keber, ha deciso da anni di abbandonare la produzione di vitigni internazionali per dedicarsi esclusivamente al mantenimento delle antiche tradizioni. La sua scelta di proporre esclusivamente il Collio Bianco nella sua linea di vini bianchi è indubbiamente insolita, ma questo ha fatto assumere al suo prodotto un ruolo di icona, di grande rappresentante del territorio e dei vini regionali. E' infatti abitudine imbattersi nella bottiglia con la K in ristoranti di grande livello, nei migliori locali e nelle enoteche di tutta la regione. Tuttavia, essendo il Collio Goriziano una terra di confine, spostandosi di pochi chilometri si giunge in Slovenia dove il Collio assume la denominazione Brda. E' qui che il figlio di Edi Keber, Kristian, possiede dei vigneti, nello specifico in località Medana. Pur non discostandosi dalla tradizione di famiglia e rimanendo fedele ai vitigni autoctoni e territoriali, il Collio Bianco che propone Kristian Keber subisce un processo di produzione completamente diverso, a partire dal fatto che il prodotto finito non viene filtrato. Nota di particolare merito per il colore, di un giallo dorato con riflessi ambrati. Andiamo quindi ad analizzarli rapidamente, cercando di confrontare, se possibile, due vini così identitari e rappresentativi ma al contempo così diversi tra loro.
Edi Keber - Collio Bianco 2012
Indicazione di prezzo: attorno ai 17€
Kristian Keber - Brda 2012
Indicazione di prezzo: attorno ai 20€
Naso: per quanto riguarda il Collio Bianco di Edi Keber, troviamo note di frutta matura che emergono come punte di una struttura grossomodo vegetale. Il naso non è particolarmente espressivo, punta maggiormente sull'eleganza e sull'armonia.
Diverso il discorso per quanto riguarda il Brda di Kristian Keber, dove emergono frutta a pasta gialla, frutta candita e altre sensazioni piuttosto tipiche del processo di macerazione, che tuttavia non fanno perdere al prodotto eleganza e raffinatezza. Piuttosto incisiva la nota minerale.
Bocca: il Collio Bianco sorprende rispetto ad un naso non troppo espressivo grazie a dei picchi di intensità caratterizzati da note minerali e sapide. Il prodotto è estremamente strutturato, risulta molto corposo e dotato di una grassezza che si distingue ed è quasi inaspettata, per certi versi ai limiti dell'opulenza. L'uscita amaricante estremamente tipica e territoriale risulta molto forte e persistente senza tuttavia rovinare in alcun modo l'armonia del prodotto. La beva non è impegnativa ma nemmeno la più agevole, forse perché il prodotto pecca leggermente di morbidezza ed è dotato di una spiccata mineralità.
Il Brda presenta anch'esso una struttura molto imponente, tuttavia risulta più equilibrato e morbido rispetto al Collio Bianco in un modo quasi paradossale poiché il Brda è un vino appartenente alla categoria dei macerati e non filtrati per cui, almeno in teoria, sarebbe dovuto risultare “più estremo”. Le note di sapidità e mineralità sono meno incisive in questo prodotto, e tra i due risulta anche di più facile beva. L'uscita è piuttosto caratteristica dei vitigni utilizzati, laddove si ravvisa una leggera punta acida riconducibile alla ribolla gialla e una punta amaricante classica del friulano. In questa fase il vino è comunque delicato e fine, ed il suo finale viene seguito da una persistenza di frutta matura davvero notevole ed elegante.
Considerazioni finali: “prodotto icona”, il Collio Bianco di Edi Keber è uno dei vini più identitari nel panorama regionale, sicuramente uno se non addirittura il prodotto territoriale per eccellenza. Le uve, coltivate nel Collio nella località di Zegla, assumono dal terreno spiccate doti di mineralità che emergono forti anche nel prodotto finito. E' indubbio e persino giustificato esaltare la scelta di un produttore che opta per rinunciare ad una produzione più massiccia e diversificata per ritornare al passato e ancorarsi alla tradizione delle popolazioni e della terra in cui vive. Edi Keber rappresenta la scelta per chi vuole bere un Collio Bianco di pregevolissima fattura ma con la volontà di comprendere i vitigni che hanno reso questo territorio uno dei più rinomati nel panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale.
In un'ottica di confronto, tuttavia, ai nostri nasi ed ai nostri palati emerge vincitore, con una leggerissima preferenza, il prodotto di Kristian Keber. I motivi sono presto detti: in primo luogo, è il primo anno di produzione di questo vino uscito ufficialmente sul mercato a maggio 2015; in secondo luogo, il “concept” dietro a questo prodotto è più moderno ed innovativo in una logica quasi paradossale, poiché l'uvaggio di uve autoctone a bacca bianca non subiva filtrazione nei decenni antecedenti alla produzione di qualità, ma rappresenta ora un valido esempio all'interno della nuova frontiera degli orange wines; il terzo motivo è che, pur avendo optato per una tecnica di produzione che solitamente non esalta doti quali la beva, questo vino è semplice da bere, piacevole, agile e non perde alcuna delle caratteristiche tipiche di un grande vino bianco del Collio.
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