Il vino che vogliamo proporvi oggi proviene da una delle zone più interessanti a livello vitivinicolo per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, la frazione di Cormòns nota come Zegla. I suoi dolci pendii collinari la collocano in un’ambientazione meravigliosa sia dal punto di vista panoramico che dal punto di vista del territorio, particolarmente vocato per la coltivazione della vite, al punto da poter essere considerata quasi un “cru” a sé stante per la grande carica minerale che la ponka di questa particolare zona è in grado di trasmettere alle uve che qui vengono coltivate.
Zegla ospita numerose aziende che hanno saputo sfruttare in maniera eccellente queste meravigliose peculiarità della terra, in special modo se associate al vitigno più tipico e tradizionale della nostra regione, il Friulano. E’ proprio di un’azienda di Zegla e di un Friulano di questo angolo di mondo che vogliamo parlarvi oggi sulle pagine di Beregionale.
Renato Keber è un’azienda familiare storica nel panorama del Collio, basti pensare che gli antenati degli attuali produttori coltivavano la vite già agli inizi del secolo scorso, sotto la dominazione asburgica. L’azienda si è oggi evoluta, adattandosi alle esigenze di utilizzare macchinari più moderni e complessi senza rinunciare alla qualità del lavoro in vigna ed in cantina che ha sempre contraddistinto i vini di Renato Keber.
Abbiamo avuto modo di provare il Friulano “Zio Romi” Riserva in annata 2012. Ecco le nostre impressioni:
Naso: un prodotto che si presenta all’analisi olfattiva come un Friulano decisamente tipico, con sfumature vegetali ed una percezione di mineralità piuttosto intensa. Molto intriganti le note morbide che accompagnano questo prodotto ricordando a tratti la pesca, che vanno a dare vita ad un vino dotato di un naso intenso, complesso e ricercato senza eccedere affatto da ciò che ci si può aspettare da un buon calice di Friulano.
Bocca: risulta decisamente continuo in bocca rispetto a ciò che si è potuto percepire al naso. Un vino che riesce a risultare elegante nonostante un corpo ed una struttura intensi e ricchi di personalità. Nota di pregio per le sensazioni di sapidità e mineralità che emergono nel bicchiere, potenti e sferzanti, che denotano una scelta ben precisa da parte del produttore di esaltare la tipicità della propria terra d’origine. Infine, le note morbide che abbiamo potuto percepire al naso sono state ritrovate anche in bocca. L’uscita è decisamente tipica, con un finale ammandorlato di buon livello.
Considerazioni: un prodotto davvero riuscito, un Friulano oltremodo soddisfacente che si presenta con un’ottima personalità, una struttura importante e senza rinunciare in alcun modo ad esaltare la tipicità del terroir. Vino fantastico se abbinato ad un piatto di affettati in un contesto di antipasto, cosa che noi abbiamo fatto, e su cui vorremmo soffermarci un istante. Questo prodotto è in grado di sgrassare in modo davvero eccellente la bocca e di rivelare la propria interessante sfumatura vegetale ed amaricante in maniera ancora più intensa se si esegue questo abbinamento. Un vino di buon livello e dotato di ottime prospettive di invecchiamento, dal rapporto qualità prezzo invidiabile come spesso accade con i vini bianchi del Collio.
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