In questa puntata delle nostre recensioni abbiamo deciso di trasportare idealmente i nostri lettori a Pradis, una frazione della città del vino, Cormòns, dove da secoli i dolci pendii del Collio vengono coltivati a vite. Tra le persone più carismatiche ed influenti di questa comunità di vignaioli vi è sicuramente Doro Princic, una figura leggendaria il cui patrimonio di conoscenza è stato fonte di ispirazione per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di poterlo incontrare. La storia e la tradizione di Doro Princic sono state raccolte dal figlio Alessandro, erede di un’azienda che è stata pioniere nel mondo del vino in Friuli e che ha fatto scuola per tutti coloro i quali, successivamente, si sono avvicinati alla produzione vitivinicola. Come è ben noto, i terreni di Pradis si sono rivelati davvero perfetti per la coltivazione del Pinot Bianco, uno dei motivi di vanto dell’azienda da ormai molti anni. Oggi, tuttavia, abbiamo deciso di provare il Merlot di Doro Princic, in annata 2012.
Naso: all’analisi olfattiva questo Merlot si rivela estremamente territoriale, con note di frutta rossa delicata e terra umida che lo rendono allo stesso tempo rustico ed elegante, dando vita ad un contrasto davvero interessante che stuzzica l’immaginazione.
Bocca: degustato, risulta piuttosto avvolgente e discretamente ampio, pur mantenendo un corpo tutto sommato leggero che rende estremamente semplice la beva. Complessivamente, siamo di fronte ad un prodotto agile e non particolarmente strutturato, un Merlot snello capace di regalare belle sensazioni grazie ad una personalità chiara, che viene alla luce grazie ad un tannino davvero interessante. La sensazione stuzzicante, con tratti balsamici e note pepate che questo tannino è in grado di regalare rendono il Merlot 2012 di Doro Princic un vino di pregevole fattura.
Considerazioni finali: un Merlot interessante, dotato inoltre di un buon rapporto qualità prezzo. Un vino rosso con cui si è certi di non poter fallire, un prodotto logico, facilmente comprensibile ma non per questo piacione. Siamo di fronte ad un vino territoriale, frutto della tradizione di un’azienda storica del Collio, dotato di una buona personalità. Degustato in compagnia, sarà in grado di allietare la serata in maniera sorprendente grazie alle sensazioni stuzzicanti che porta con sé il tannino. Abbinato a delle carni rosse, logicamente, darà il meglio grazie ad una beva agile ma decisamente gustosa. Un vino che a noi è piaciuto molto proprio per queste ragioni, un prodotto che non cerca di stupire in maniera forzata, risultando equilibrato ed estremamente godibile.
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