Indicazione di prezzo: attorno ai 19€
L'azienda agricola di Dario Raccaro ha sede a Cormons, più precisamente nei pressi della Chiesa di Santa Maria (o Santa Apollonia), che è raffigurata nelle etichette dell'azienda. Nonostante la produzione sia limitata ad un numero non particolarmente elevato di bottiglie, è indubbiamente una delle cantine più famose in regione e presenta una linea di vini, sia bianchi che rossi, dotati di grande personalità. Assolutamente da citare, tra i vini prodotti, bianchi autoctoni quali il friulano e la malvasia, senza dimenticare l'uvaggio Collio Bianco. Molto interessante anche la linea dei vini rossi dove troviamo, tra gli altri, il Collio Merlot. Quest'oggi abbiamo provato la malvasia in edizione 2011 proveniente da vitigni posti sul Collio, nel periodo di maggior picco evolutivo e nel pieno della sua maturazione.
Naso: incredibilmente esteso e complesso, laddove un incrocio di note morbide, delicate e floreali con altre piuttosto vegetali vanno a creare un sottofondo intrigante su cui spiccano note speziate e pepate.
Bocca: molto armonico, con un ingresso dolce e suadente che accompagna un corpo davvero rotondo, grasso e avvolgente. Sensazioni maggiormente oleose e dense, con richiami al petrolio quasi da riesling, per un corpo invecchiato davvero in maniera notevole. Sulla lingua rimangono alcune sensazioni che rimandano ad una sensazione pepata, che stuzzica al punto da richiamare un leggero pizzicore. In uscita troviamo una giusta punta acida che è rimasta nonostante l'invecchiamento e che permette al vino di mantenersi fresco e sapido senza dover rinunciare alle note amaricanti tipiche della malvasia. La beva può non risultare particolarmente semplice, tuttavia ciò è ampiamente preventivabile dato il livello di complessità di un prodotto come questo.
Considerazioni finali: un grandissimo vino che, come detto, abbiamo avuto la fortuna di provare al proprio massimo in termini di espressività. Difficile poter pretendere di più da una malvasia, un vitigno che solitamente si dimostra essere fresco, semplice e beverino piuttosto che complesso, articolato e ammaliante come questa Malvasia 2011. Per alcuni istanti infatti, sembra di essere al cospetto di un vino da meditazione piuttosto che una, seppur nobile nel panorama regionale, malvasia.
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