Un pomeriggio soleggiato di metà dicembre fa da contorno ad una nuova esperienza nel mondo vitivinicolo per noi di Beregionale. Accompagnati dal ricordo di uno splendido pomeriggio trascorso in compagnia di Bruna e di suo cognato in quel di Villa Nachini-Cabassi lo scorso autunno, siamo andati a visitare l’azienda agricola Flaibani, in quel di Cividale del Friuli, nei Colli Orientali. E’ una visita in cantina decisamente diversa dal solito. Una volta giunti a Cividale, ci arrampichiamo su una stradina sterrata molto impervia che ci porta a casa di Bruna e di suo marito. E’ proprio qui che avviene tutta la magia del vino dell’azienda: sui dolci pendii collinari possiamo osservare la coltivazione della vite, a due passi dal giardino di casa. Qui Bruna, una donna emiliana d’origine ma friulana d’adozione, ci accoglie assieme al marito e ai propri figli, in un contesto di grande equilibrio tra la vita umana e la natura.
Prima di parlare dei vini, è doveroso ricordare come quest’azienda abbia una storia decisamente particolare ed un’identità tutt’altro che banale. E’ una produzione di nicchia, fatta di pochissime bottiglie, biologica e biodinamica per scelta, rispecchiando una filosofia ben precisa e legata alla volontà di creare un vino di grande qualità senza compromessi. Per questa ragione Bruna ci spiega come le stesse tecniche di produzione siano legate ad una tradizione contadina antica, come la scelta di utilizzare il torchio per spremere le uve o la volontà di non ricorrere a preparati chimici per salvaguardare le proprie piante. Tutto questo fa di Flaibani un’azienda legata in maniera davvero unica alla figura del vignaiolo, e non è un caso che Bruna sia un elemento di spicco all’interno di FIVI. Il suo è un ruolo molto intrigante nelle logiche dell’azienda: non soltanto si occupa del vino, assieme agli altri membri della famiglia, ma collabora in vigna e ha un ruolo attivo nella promozione della propria attività.
L’attenzione e la cura per i dettagli fa di Flaibani un’azienda con una vocazione alla qualità davvero molto alta. Gli standard di produzione sono di un livello davvero eccelso, sia che si parli di vini rossi che di vini bianchi. La stessa scelta delle uve è molto intrigante, laddove per i vini bianchi troviamo il Pinot Grigio, che viene vinificato ramato, ed il Friulano dal Peduncolo Rosso, un ceppo antichissimo coltivato da queste parti. In controtendenza con la tipica filosofia vinicola friulana che predilige i vini bianchi, Flaibani produce un numero decisamente più alto di vini rossi, comprendente vitigni autoctoni come il Refosco e lo Schioppettino, affiancati da Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. I vini bianchi vengono vinificati in acciaio, mentre i vini rossi in botti di rovere, prima di un periodo di affinamento in bottiglia.
In occasione dell’evento dedicato ai produttori dei Colli Orientali tenutosi a Villa Nachini-Cabassi abbiamo avuto modo di conoscere meglio i vini di Flaibani. La nostra visita in azienda non ha fatto altro che confermare la grande dedizione e la grande passione che Bruna e la sua famiglia ci mettono quotidianamente per regalare dei vini davvero unici nel loro genere, ricercati, particolari e sempre intriganti, con una magnifica storia alle spalle da raccontare. Il vino di Flaibani è un vino che stupisce già a partire da ciò che una loro bottiglia può raccontare, ed esprime la grande giovialità e la splendida compagnia della famiglia una volta versato. La particolarità delle lavorazioni di casa Flaibani influisce molto sui prodotti finali. Abbiamo avuto modo di provare il Pinot Grigio Ramato, il Friulano dal Peduncolo Rosso, il Cabernet Franc e lo Schioppettino.
Pinot Grigio Ramato: stupisce fin dal primo momento per il particolarissimo colore, ramato appunto, dovuto alla vinificazione effettuata a contatto con le bucce. In annata 2014 il clima è stato decisamente inclemente con i produttori e questo ha portato Flaibani ad effettuare una macerazione lunghissima rispetto alla lavorazione tradizionale per estrarre il più possibile dalle uve. Questo ha però portato ad un prodotto decisamente diverso rispetto al Pinot Grigio Ramato della casa, un vino che è ancora in una fase evolutiva molto intrigante e degna di essere seguita. La versione 2013 è decisamente più rotonda e voluminosa, molto più tipica rispetto all’edizione 2014, la quale si distingue per un tratto pungente ed una beva decisamente semplice. Ottimo l’abbinamento con un formaggio aromatizzato alla pera che Bruna ci ha suggerito.
Friulano dal Peduncolo Rosso – Riviere: anche il friulano viene macerato sulle bucce, per circa otto ore, ma la varietà di queste uve è decisamente diversa da quella delle uve friulano a cui siamo abituati. Il risultato è un vino particolarmente fruttato, privo di quella nota amaricante finale così incisiva. La morbidezza è uno degli aspetti migliori di questo prodotto, che si mantiene comunque equilibrato nel suo complesso e dalla beva piuttosto semplice. Si tratta di un friulano atipico per necessità, ma riuscito in ogni suo aspetto.
Cabernet Franc: varietà a cui Bruna tiene particolarmente, al punto da farci provare due edizioni diverse, una da lei ritenuta molto riuscita, la versione 2009, ed una che lei ritiene un po’ incompiuta, quella 2011. In quest’ultima troviamo note decisamente tipiche del vitigno, balsamiche ed erbacee, con una punta sferzante che ricorda il peperone. La versione maggiormente riuscita, secondo la casa, si presenta più ammorbidita e rotonda, maggiormente succosa e dotata di un finale con punte morbide e burrose. A nostro avviso entrambe le versioni sono decisamente valide, due prodotti che esprimono una peculiare personalità proprio nelle loro diversità.
Schioppettino: uva autoctona che produce un vino molto tipico e ricco di personalità, particolare per un aspetto organolettico per cui si avvertono prima le note di frutta rossa (prugna) rispetto alle spezie, le quali arrivano imponenti in seguito a connotare un vino decisamente riuscito. Questo aspetto, decisamente in controtendenza rispetto ad altri esempi di questo vitigno, lo rendono personale ed unico. La beva è decisamente agile e le note pepate tipiche risultano pungenti al punto giusto.
La nostra visita prosegue poi al piano seminterrato della casa di Bruna e della famiglia Flaibani, dove si trovano il magazzino e la cantina. In cantina possiamo vedere da vicino quanto le dimensioni, per produrre vino di grande qualità, siano un fattore di relativa importanza: in una stanza non particolarmente grande sono collocate le botti e le vasche in acciaio dove i vini lavorano e maturano. Si fa buio all’esterno, le tenebre della sera avvolgono ormai Cividale e i Colli Orientali. E’ tempo di salutare la famiglia Flaibani per la meravigliosa ospitalità, il calore familiare con cui siamo stati accolti ed i grandi vini che abbiamo potuto provare, con la consapevolezza di ritrovarci in futuro.
Commenti
Posta un commento